Lalla Romano all'Università di Torino (1924-1928)

(8 febbraio - 31 marzo 2007)

Nell'ambito delle manifestazioni dedicate a Lalla Romano nel centenario della nascita, nello spazio espositivo appena inaugurato dell'Archivio Storico dell'Università di Torino sono presentati i documenti del tirocinio universitario di Lalla Romano: il registro di matricola e carriera, che ripercorre puntualmente ogni passo del suo corso di studi, il verbale dell'esame di laurea, la sua tesi di laurea.

Sono inoltre esposte le tesi di laurea di Mario Soldati, Cesare Pavese, Franco Antonicelli e Giovanni Ermiglia, oltre ad alcuni documenti sulla carriera di Giulio Bertoni.

Graziella Romano – così compare sui documenti ufficiali - si iscrisse alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino il 30 ottobre 1924.

Tra i docenti di cui seguì le lezioni nel corso di quattro anni accademici (Vittorio Cian per Letteratura italiana, Ettore Stampini per Letteratura latina, Angelo Taccone per Letteratura greca, Gaetano De Sanctis per Storia antica, Arturo Farinelli per Letteratura tedesca, Cosimo Bertacchi per Geografia, Federico Kiesow per Psicologia sperimentale), costituirono un punto di riferimento prezioso, anche negli anni successivi alla laurea, soprattutto il filosofo Valentino Annibale Pastore, lo storico dell'arte Lionello Venturi, il filologo e linguista Giulio Bertoni, suo relatore, il francesista Ferdinando Neri.

Con Annibale Pastore, docente nell'Ateneo torinese dal 1914 al 1939 prima come incaricato, poi, dal 1921, come professore di ruolo, Lalla Romano sostenne nel 1927 l'esame di Filosofia teoretica, ottenendo la votazione di 28/30. Col medesimo punteggio fu valutato l'esame di Filologia romanza, superato il 15 giugno 1928 con Giulio Bertoni, che, dopo aver insegnato per sedici anni all'Università di Friburgo, fu professore a Torino dal 1921 al 1928, per passare poi a Roma. 30/30 ebbe invece in Storia dell'arte da Lionello Venturi che, giunto nell'Ateneo torinese nel 1914, vi tenne la cattedra fino al 1931 quando, rifiutatosi di prestare il giuramento di fedeltà al partito fascista, fu costretto a lasciare l'insegnamento e l'Italia.

Di Ferdinando Neri, docente di Letteratura francese dal 1920 al 1950, Lalla Romano seguì per interesse personale le lezioni, pur senza essere ufficialmente iscritta al corso.

Si laureò il 21 novembre 1928, discutendo la propria dissertazione scritta in Filologia romanza dal titolo La lirica di Cino da Pistoia, relatore Giulio Bertoni. La tesi di laurea, appena restaurata, dopo l'alluvione che nel 2000 ha colpito i depositi dell'Archivio dell'Università, è l'unico esemplare conservato.

Negli anni universitari Lalla Romano ebbe modo di incontrare, tra gli altri, gli studenti della Facoltà di Lettere e filosofia Mario Soldati (1923-27) e Cesare Pavese (1926-30), nonché Franco Antonicelli e Giovanni Ermiglia, suoi primi "amori giovanili". Il primo si laureò in Lettere nel novembre del 1924 con una tesi in Letteratura francese (Saggio su Villon), poi in Giurisprudenza nel 1931 (Posizione del pensiero politico di Paolo Paruta). Anche Giovanni Ermiglia si laureò due volte: la prima in Legge, nel 1928, con una tesi in Filosofia del diritto (Il problema dell'autorità del diritto in Giambattista Vico), la seconda in Filosofia nel 1931 (Il problema delle due ragioni).